Welles & Seixip



Settembre 2011 - Kathodik (Vittorio Lannutti)

Gli Welles e i Seixip sono due gruppi dell'underground lodigiano, nei quali militano membri di Tupelo , Playground , Satantango , Serif's , con la partecipazione dello jesino Nicola Amici dei Butcher Mind Collapse/Jesus Franco & The Drogas al sax.
Se pensate dunque che quest'accozzaglia di musicisti folli suoni garage blues vi sbagliate di grosso, perché il gruppo non ha una direzione musicale ben precisa. Il garage blues è soltanto uno degli elementi che caratterizzano queste dieci tracce, per il resto si muovono anarchicamente tra il furore della Jon Spencer Blues Explosion di Dallas John e le tendenze nevrotico-psicotiche di Ready , oppure si infiammano con la new wave decerebrata, percussiva ed apparentemente demenziale di Jewel o il r'n'b, psichedelico da post rock inframmezzato da schegge di noise impazzito e circolare di Seixip .
Spero che queste brevi definizioni di alcuni brani siano sufficienti a farvi rendere conto del potenziale musicale e di follia presente in questo disco, che sicuramente non vi annoierà, anzi vi costringerà ad essere sempre allerta, perché è troppo imprevedibile e geniale.



Giugno 2011 - The Ship Magazine (Maurizio Di Battista)

Circa due anni fa ebbi modo di recensire un lavoro autoprodotto del bisbetico progetto Welles , e l'impressione fu positiva. Oggi il disturbato Welles torna sulla scena con una proficua collaborazione con i Seixip, band altrettanto stralunata. Lavoro interamente autoprodotto questo Help the drunk , che riprende vecchi brani di entrambe le band, reinterpretate in chiave elettrica. Il lavoro si presenta come un maelstrom di risonanze dovute alla parcellizzazione del suono, arpeggi tenui e morbidi su sottofondi decisamente noise, interrelazioni acustiche degli amplificatori preparati e utilizzati attraverso connubi incerti, ma convincenti con software ad alta interattività. Welles & Seixip creano un cosmo sonoro di grande forza evocativa e… viene da chiedersi da dove saltano fuori questi anarchici del pentagramma, presto così attenzione alla bio e scorgo provenienze che mi rimandano a ricordi dell'underground italiano. Nel suo incedere Help the drunk , ha una circolarità viziosa, i brani infatti sembrano reggersi su fondamenta fragilissime che alla prima scossa tellurica cederebbero e questo garbuglio di fondo che si sfarina è la forza di questo progetto, il fascino sta proprio nella provvisorietà dei pezzi. La grandezza di questo gioiellino nostrano sta nella capacità di rendere musicalmente l'estasi e il terrore di fronte all'insondato. Per il sottoscritto una conferma.



Ottobre 2004 - Kronic (Riccardo Osti)

Per prima cosa, lode al titolo: “The beast and the magic soup” potrebbe essere benissimo adattato per un gruppo prog di estrazione settantiana. Invece i Seixip, quartetto proveniente da Lodi, se ne infischiano altamente dei barocchismi progressivi e ci spiattellano in faccia un promo di punk rock dotato di notevole energia e di buone idee.

La registrazione e più che buona (forse fin troppo pulita per un album di questo stile) e permette di apprezzare al meglio le varie composizioni. Così, alla apertura offerta da “Ex-spectator“, grintosa e irriverente come si faceva nel lontano 1977, si contrappongono i ritmi sincopati di “Los maestro“, crossover tra The Dillinger Escape Plan e i mai dimenticati Negazione. L'inizio di “Way out lover” non può non ricordare i White Stripes, ma la song prende successivamente la via tracciata dagli Stooges, grazie alla chitarra ficcante di Puglio e alla voce acida di Nando.

Il duetto basso/batteria seguito dalla performance schizioide del resto della band durante “Propaganda” è puro distillato di D.R.I. (spero che qualcuno si ricordi ancora di loro…!), mentre nella title-track i ritmi si fanno meno frenetici senza comunque lesinare energia, fornita dal basso pulsante di Udo. A concludere, troviamo ancora tempi dispari e chitarre settantiane che conducono le danze di “Pleasure dolls“, lisergica e psichedelica nella struttura di base ma estremamente brutale nelle linee vocali.

In definitiva, un ottimo biglietto da visita per un gruppo che sarebbe un vero peccato non arruolare in qualche bella etichetta indipendente e farlo esplodere sul mercato. Speriamo di risentirci presto…

©2002